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Parchi e Riserve Naturali

Descrizione

Il Parco Naturale Regionale dei Nebrodi è stato istituito nel 1993, più di 85.500 ettari protetti tra le province di Messina, Catania ed Enna. Il parco dei Nebrodi è diviso in quattro zone di diverso grado di protezione: la zona A, circa 24.500 ettari che includono la parte dorsale dei Nebrodi, tutte le faggete, le testate delle valli principali,e alcune vallate e dorsali caratterizzate da una naturalità molto elevata; la zona B, circa 47.000 ettari che includono aree caratterizzate da elevato pregio naturalistico e paesaggistico, ove possono essere consentite utilizzazioni agro-silvo-pastorali ; la zone C, circa 605 ettari, dove sono ammesse solamente attività rivolte esclusivamente alla valorizzazione dei fini istitutivi del Parco (strutture turistico-ricettive e culturali, etc) e la zona D, circa 13.650 ettari di controllo, istituiti al fine di conciliare le esigenze di conservazione, salvaguardia e sviluppo economico del Parco. Il nome di queste montagne deriva dal latino Nebros, cerbiatto, a causa della presenza di una ricca fauna selvatica che fino a qualche tempo fa popolava le estese faggete. Non a caso, un tempo questo era il regno dei cervi, dei daini e dei caprioli. Sono boschi e foreste diverse da quelle di un tempo, cioè prive di alberi secolari e di aree intatte, ma ricche di imponenti leccete, faggete, ampi pascoli verdi d'alta quota, laghi e torrenti. Sono rilievi dal profilo dolce, modellati nelle rocce argilloso arenacee, dai quali scendono le fiumare verso il Tirreno e dove predominano i calcari, come sulle Rocche del Crasto (1.315 m), dove il paesaggio si fa dolomitico, con profili irregolari e rocce fessurate, attualmente uno dei pochi siti ove nidifica l'Aquila reale. La macchia mediterranea si estende fino ai 600-800 metri. È il regno dell'euforbia, del mirto, del lentisco, delle ginestre e di essenze arboree quali il corbezzolo, la sughera e il leccio. Oltre quelle quote e fino a 1.400 metri predominano la roverella, la rovere e il cerro. Più in alto si estendono le splendide faggete, per più di 10.000 ettari lungo tutto il crinale; dove vive anche il tasso. Nella faggeta è possibile visitare un delizioso specchio d’acqua incastonato tra i monti: è il lago Maulazzo, un invaso artificiale circondato a tratti da una lunga balaustrata in legno. Si tratta senza dubbio di uno degli angoli più belli non solo dei Nebrodi, ma dell’intera Sicilia, ed a rendere ancora più suggestivo il paesaggio è la presenza di numerosi alberi che lambiscono le acque del lago. La faggeta, che qui diventa più fitta e lussureggiante, è l’habitat ideale per numerose specie animali quali merli, corvi, colombacci, gazze, cincie, lepri, volpi ed altri piccoli roditori del sottobosco, dominato dall’agrifoglio. Altri punti di maggiore interesse del parco sono le leccete di Zerbetto, Malo Passo e Fossa del Lupo di San Fratello. Dalla vetta del Monte Soro, la vista è grandiosa e spazia dalle Eolie all'Etna e alle Madonie. Da non mancare la visita al monumentale acero montano, uno dei più grandi d'Italia, alto 22 metri e con una circonferenza di 6 metri circa. Proseguendo tra boschi e torrenti dalle acque chiare e fresche, si giunge improvvisamente ad un altro gradevole specchio d’acqua: il Biviere di Cesarò, che con i suoi 18 ettari è la zona umida d'alta quota di maggior valore naturalistico della Sicilia. Il termine Biviere indica un piccolo lago a superficie variabile, e ciò è dovuto principalmente alle fluttuazioni della profondità. Un’altra particolarità del lago è un'alga microscopica, l'Euglena sanguinea, che lo colora di rosso nei mesi estivi. Attorno al lago si possono osservare numerosi fenicotteri, aironi, gallinelle d’acqua, germani reali, anatre comuni, beccaccini, etc. Luoghi di straordinaria bellezza sono anche il Bosco di Mangalaviti (1.518 m) e la Serra del Re (1.754 m), con vetuste cerrete e imponenti faggete. Oggi, nel Parco nonostante il progressivo impoverimento ambientale, vivono circa 150 specie di uccelli tra cui il grifone dei Nebrodi e l'aquila reale mentre tra i rettili, ci sono la testuggine comune e la testuggine palustre. Tra gli invertebrati sono state censite oltre 70 specie di farfalle. Infine il cavallo Sanfratellano (una razza equina oggetto di importanti studi scientifici) ed il suino nero che qui vivono allo stato semibrado. La zona vanta anche numerosi musei sulla storia, l’ archeologia, l’etnografia ed i boschi di questi luoghi. Il Parco dei Nebrodi oggi assume un ruolo di primissimo piano nel patrimonio forestale siciliano e rappresenta un universo di rara e raffinata bellezza e di selvaggia e misteriosa seduzione.

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