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Parchi e Riserve Naturali

Descrizione

L’Etna, il gigante di fuoco, il più grande vulcano d'Europa domina il paesaggio con la sua cima fumante che accompagna quasi costantemente chi viaggia in questa zona. Detto anche Mongibello (da Mons Gebel: una parola latina e l'altra araba con lo stesso significato di "monte") ma che la gente del posto chiama “ A Muntagna” , dà l'impronta a tutta la Sicilia orientale. L'Etna si è formato 550.000 anni fa circa in seguito alla sovrapposizione di materiali eruttivi emessi nel corso di millenni ed occupa un'area di 1.570 km, ha un perimetro di 212 km ed un'altezza in corrispondenza dei crateri sommitali intorno ai 3.340 metri, variabile nel tempo in quanto le esplosioni possono provocare crolli delle pareti del recinto craterico. La cima è costituita da quattro bocche sommitali : Bocca Nuova, Centrale, Sud-Est, Nord-Est. E’ collocato al centro di un triangolo composto dalle valli dei fiumi Simeto a sud ed a ovest, Alcantara a nord, e dal tratto di costa ionica che va da Giardini Naxos a Taormina. Rivolta a est, la Valle del Bove, lunga 7 km e larga 5., un tempo ricoperta di foreste impenetrabili ed oggi quasi del tutto priva di vegetazione arborea ma suggestiva per ampiezza e spettacolarità. L'attività vulcanica ha avuto inizio circa 550.000 anni fa, pressappoco nell'area fascia costiera tra Catania ed Acireale. Ma l’Etna non è solo fuoco e boati, ceneri e fontane di lava. La sua presenza, infatti, rende incredibilmente fertili i terreni che lo circondano. E così la vegetazione sulle sue pendici si dispone secondo una stratificazione cangiante al mutare del clima e della latitudine, fino a scomparire sulla sommità del vulcano. L’amante della natura resta incantato per l’ambiente unico che comprende colate laviche recenti, in cui ancora non si è insediata alcuna forma di vita, e colate antichissime su cui sono presenti boschi di castagni, querce, pini larici, faggi, acero e betulle endemiche del vulcano.

La vegetazione si divide in tre zone: fino a 1300 m si stende una zona coltivata (con agrumi nella parte più bassa e vigne e alberi da frutto dai 500 m in su), seguita intorno ai 1.500 m da un'area boscosa (pini, querce, castagni, faggi e betulle) e fino a 2000 m dove la vegetazione arborea è sostituita cespugli di astragalo, detti "spinosanto". Fino ai 2500 m crescono specie come il ginepro, il croco, la saponaria e l'artemisia e varietà endemiche come la violetta dell'Etna; oltre i 2.500 m., alle porte del deserto lavico, sono presenti piante di montagna quali senecio e cerastio. Superati i 2900 metri, si fa spazio l'arido eppure affascinante deserto vulcanico, con le sue rocce laviche dalle forme talvolta piatte, talvolta bizzarre, frutto delle tante eruzioni e si cammina su un terreno cedevole e sassoso in un'atmosfera inospitale e silenziosa talmente diversa da quella terrestre da avere ospitato le prove dei Pathfinder, i piccoli veicoli che la Nasa ha spedito su Marte. Dal punto di vista faunistico, sul vulcano vivono innumerevoli specie: l'istrice, il topo quercino, il ghiro, la volpe, il riccio, la donnola, i gatti selvatici e le martore, mentre tra i volatili : l'aquila reale, lo sparviero, la poiana, il gheppio, il falco pellegrino; il barbagianni, l’assiolo, il picchio rosso, il crociere, la coturnice siciliana, l’allocco ed il gufo. Nel lago Gurrida, uno dei pochi e più significativi specchi d'acqua del territorio etneo, si possono osservare aironi, anatre, il germano reale ed il fischione. Nel 1987 è stato istituito il Parco dell'Etna, il primo parco regionale della Sicilia, che copre un'area di 58.085 ettari e si estende dalla vetta del vulcano sino alla cintura superiore dei paesi etnei. Il Parco dell'Etna vanta un ambiente con caratteristiche uniche, dovute al susseguirsi di processi distruttivi e costruttivi che, insieme, determinano un continuo rimodellamento e ringiovanimento delle superfici. Nel parco si trovano segni di millenaria attività vulcanica: dai "dicchi", filoni antichissimi di lava, alle "dagale", isole di verde nella landa desertica, alle "bombe", masse solidificate esplose dai grandi crateri, fino alle grotte di scorrimento della lava. L'Etna è l'unico luogo in tutta l'Europa continentale in cui si formano grotte vulcaniche ed ad oggi ne conta più di 200. Le più famose sono quelle dei Lamponi, dei Tre Livelli, del Gelo, delle Palombe. Il parco è diviso in quattro zone di diverso grado di protezione: la zona "A", che comprende grandi spazi senza insediamenti umani, regno dei rapaci come l'aquila reale, la zona "B" con piccoli appezzamenti agrìcoli e testimonianze architettoniche di antichi ambienti rurali. Le zone C e D costituiscono di fatto un'area di pre-parco, dove sono permessi insediamenti turistici se compatibili con il rispetto e la salvaguardia dei luoghi. Dal 21 giugno 2013 l'Unesco ha riconosciuto al vulcano Etna lo status di patrimonio mondiale dell'umanità. “ I crateri della vetta, i coni di cenere, le colate di lava, le grotte di lava e la depressione della valle del Bove fanno dell'Etna una destinazione privilegiata per la ricerca e per l'istruzione", scrive l'Unesco: "esso continua ad influenzare la vulcanologia, le geofisica ed altre discipline della Terra"."La sua notorietà, la sua importanza scientifica e i suoi valori culturali e pedagogici sono d'importanza mondiale".

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